• Alessandro d'Arminio M.

Il mandato post mortem exequendum

Il mandato post mortem exequendum è tra le soluzioni che abbiamo accertato essere tra le più efficaci per trasmettere al beneficiario prescelto la password dei nostri beni e account digitali mantenendone allo stesso tempo la segretezza sino al momento del decesso.


Il mandato post mortem exequendum è infatti un contratto attraverso cui una parte si obbliga a compiere per conto di un’altra, che gli ha conferito l’incarico, determinati atti giuridici ovvero mere operazioni materiali da eseguirsi in seguito alla sua morte ex art. 1703 c.c., in deroga all’art. 1722, co. 4, c.c.


Il mandante conferisce ad un soggetto, per iscritto, il compito di comunicare la password dallo stesso custodita al destinatario prescelto o, alternativamente, di trattenerla e utilizzarla per compiere una determinata attività (es. la cancellazione dei contenuti di un account), il tutto accompagnato da specifiche istruzioni.

Qualora il disponente voglia dunque garantire il passaggio delle proprie password e, indirettamente dei suoi beni, ad un altro soggetto o avvalersi di questi perché la comunichi al beneficiario finale, questo è lo strumento più adeguato.


L’unico limite imposto dalla legge è quello connesso ad attribuzioni di carattere patrimoniale. L’incarico conferito presuppone, infatti, un’attribuzione patrimoniale già effettuata in vita dal de cuius, per la quale il mandatario deve limitarsi a compiere un atto di mera esecuzione materiale.

Non deve dunque esservi un arricchimento patrimoniale del destinatario della password, ovverosia la password non può essere utilizzata quale mezzo attraverso cui trasmettere un bene di natura patrimoniale.38 In tal caso il mandato sarebbe nullo, perché conferito in violazione del divieto di patti successori ex art. 458 c.c.

Se così fosse si andrebbe infatti incontro al divieto di patti successori e, dunque, sarebbe invalido. Al contrario, sarà possibile trasferire le password di accesso al proprio personal computer ove sono contenute le foto di famiglia.

Il mandato post mortem exequendum potrà contenere sia l’inventario dei beni e degli account digitali, sia le credenziali di accesso relative, sia le istruzioni specifiche per il mandatario.



La società E-Virdis Srl di Torino ha fatto proprio il modello del mandato post mortem exequendum e ha creato una piattaforma, futuristica e fortemente innovativa, denominata eLegacy attraverso la quale è possibile gestire completamente la propria eredità digitale.


eLegacy dà infatti la possibilità ai propri utenti registrati di stipulare un contratto di mandato post mortem exequendum firmato elettronicamente ai sensi dell’art. 20, co. 1 bis del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale), con pieno valore legale, attraverso un sistema di firme elettroniche.

Il sistema è tanto semplice quanto geniale. L’utente (mandante), attraverso la piattaforma, crea e conferisce mandato a eLegacy (mandatario) di eseguire, al momento della sua morte o della sopravvenienza di un’incapacità totale di agire, per ciascun cespite di cui al proprio inventario compilato online, le attività di cancellazione o di consegna ivi indicate, aggiornate all’ultima modifica precedente al momento della sua morte o della sopravvenienza di un’incapacità totale di agire.


Il valore legale del mandato post mortem exequendum creato e sottoscritto attraverso la piattaforma eLegacy è dato dall’applicazione delle norme che regolano il valore dei documenti informatici sottoscritti elettronicamente, non da ultimo l’art. 20, co. 1 bis del CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale - il quale prevede che:

“il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del Codice civile quando vi è apposta una firma digitale, altro tipo di firma elettronica qualificata o una firma elettronica avanzata o, comunque, è formato, previa identificazione informatica del suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71 con modalità tali da garantire la sicurezza, integrità e immodificabilità del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilità all’autore. In tutti gli altri casi, l’idoneità del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle caratteristiche di sicurezza, integrità e immodificabilità. La data e l’ora di formazione del documento informatico sono opponibili ai terzi se apposte in conformità alle Linee guida).”


Ma non sono solo le norme che stabiliscono il valore dei documenti informatici sottoscritti elettronicamente a dare pieno valore giuridico al mandato.

Invero, risultano applicate appieno anche le norme disciplinano le firme elettroniche. Il sistema eLegacy prevede infatti che:

  • Per identificarsi l’utente debba utilizzare una firma elettronica “semplice” a tre fattori di autenticazione (nome utente, password e OTP) tale da garantire la sicurezza, integrità e immodificabilità del documento che firmi e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilità allo stesso.

  • Per firmare il mandato l’utente dovrà utilizzare una c.d. Firma Elettronica Avanzata (FEA), attraverso un servizio offerto da un soggetto qualificato, che renderà il documento informatico (cioè il mandato post mortem exequendum) dotato dei requisiti della forma scritta e dell’efficacia probatoria prevista dall’articolo 2702 del Codice civile.

  • Per firmare il mandato E-Virdis utilizzerà una c.d. Firma Digitale, fornita da un ente certificatore, che renderà il documento informatico (cioè il mandato posto mortem exequendum) anch’esso dotato dei requisiti della forma scritta e dell’efficacia probatoria prevista dall’articolo 2702 del Codice civile.

Alle firme elettroniche utilizzate sarà applicata una marca temporale che permetterà di associare data e ora certe e legalmente valide al mandato, consentendo quindi di associare una validazione temporale opponibile a terzi ai sensi dell’art. 20, comma 3, del CAD - Codice dell’Amministrazione Digitale.


L’innovazione di una piattaforma come eLegacy è evidente e merita certamente attenzione anche per l’oculatezza nell’utilizzo degli strumenti tecnologici e normativi che la rendono unica nel panorama mondiale.

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